La riscossa dell’e-cig: “Limita i danni” (Repubblica.it)

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QUANDO NEL 2003 il farmacista cinese Hon Lik mise a punto la prima sigaretta elettronica, aveva un obiettivo molto personale: smettere di fumare. Proprio il vizio del tabacco aveva ucciso suo padre e lui era fermamente intenzionato a non fare la stessa fine. Oggi Lik è diventato un uomo ricco, avendo venduto il suo brevetto a Fontem Ventures (la consociata olandese della Imperial Tobacco britannica) per 75 milioni di dollari nel 2013. Ma non ha smesso di fumare. E questo sembra dare credito a tutti coloro che non credono alle sigarette elettroniche come mezzo per riuscire a smettere. A chi dice, insomma, che “svapare” non aiuta a dire addio al tabacco, o che comunque le prove in favore di questo argomento non sono molto consistenti. Eppure un pallido sì alle e-cig viene proprio dalla più rigorosa delle fonti: quella Cochrane Collaboration che mette insieme esperti indipendenti e accaniti contro…

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