Pasolini vale 15 minuti di notorietà

Candido Cronico

Fonte: www.lastampa.it Fonte: http://www.lastampa.it

“È una storia da dimenticare
è una storia da non raccontare…” (De André)

Non importa se lo si è letto o meno o se si conoscono i suoi film. Il 2 novembre del 2015 è è stato caratterizzato da un imperativo categorico: parlare di Pasolini. E anche e soprattutto sparlarne, che pare vada più di moda. “Insomma, il conformismo (pasoliniano)  – scrive Guido Vitiello su Il Foglio – ha abbondantemente superato quella soglia di nausea (sartriana) e di noia (moraviana) oltre la quale anche il suo contrario, l’anticonformismo antipasoliniano, diventa un vezzo, uno strumento di distinzione o di esibizionismo, un conformismo di secondo grado”. A distanza di 40 anni con un corpo che ancora aspetta una sepoltura giudiziaria, l’importante è dargli tutte le colpe del mondo (la fine del  cinema, degli intellettuali. Cioè nemmeno Andreotti…) e attaccare chi gli dà tutte le colpe del mondo. Astio senza senso…

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